REGISTRO ITALIANO DIGHE

Ufficio Periferico di Cagliari


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Il Registro Italiano Dighe

 

 

Il primo organismo pubblico con competenze sulla sicurezza delle dighe nasce nel 1923 a seguito del collasso della diga del Gleno. La Commissione appositamente nominata con l’incarico di esaminare lo stato e la stabilità delle dighe esistenti, concluse i lavori elaborando il testo del “Regolamento per i progetti, la costruzione e l’esercizio delle dighe di ritenuta”, successivamente approvato con R.D. 31 dicembre 1925, n. 2540. Detto regolamento previde che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici provvedesse “a che uno speciale reparto della sua Segreteria, giusta le direttive del Presidente della competente Sezione, segua le fasi della costruzione, ne raccolga i dati e dia istruzioni circa i sistemi di esecuzione di tali opere in relazione ai progressi della tecnica e ne coordini l’osservanza”.

 

Il Servizio Dighe del Ministero dei LL.PP., inizialmente concepito come “speciale reparto” del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, venne costituito in servizio tecnico nazionale in conseguenza delle disposizioni dell’art. 9 della legge 183/89 sulla difesa del suolo, che previde appunto, per i servizi tecnici a quel tempo operanti nel Ministero dei Lavori Pubblici e nel Ministero dell’Ambiente, il potenziamento e la collocazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quali servizi tecnici centralizzati a servizio dell’attività tecnico-amministrativa delle amministrazioni pubbliche. Con il successivo regolamento approvato con D.P.R. n. 85/91, il Servizio Nazionale Dighe venne quindi riorganizzato e articolato anche sul territorio prevedendo, oltre alla sede centrale in Roma, nove uffici periferici (Venezia, Milano, Torino, Firenze, Perugia, Napoli, Catanzaro, Palermo e Cagliari).

 

La normativa di settore ha previsto che il Servizio Nazionale Dighe intervenisse nelle fasi di progetto, costruzione ed esercizio delle opere di sbarramento che superano i 15 metri di altezza o che determinano un volume di invaso superiore a 1.000.000 m³, con la finalità di tutelare l’incolumità delle popolazioni e dei territori a valle delle opere stesse.

 

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 91) ha soppresso il Servizio Nazionale Dighe quale servizio tecnico nazionale, trasformandolo in Registro Italiano Dighe (RID). Il successivo D.P.R. 24 marzo 2003, n. 136, recante il regolamento sull’organizzazione, i compiti ed il funzionamento del Registro Italiano Dighe, ha previsto che il RID, in aggiunta ai compiti ereditati dal Servizio Nazionale Dighe, ne svolga degli altri, “concernenti, fra l’altro, gli aspetti ambientali e di sicurezza idraulica derivanti dalla gestione del sistema costituito dall’invaso, dal relativo sbarramento e da tutte le opere complementari e accessorie, nonché la vigilanza sulle condotte forzate con dighe a monte di cui all’articolo 6, comma 4, della legge 1° agosto 2002, n. 166”.

 

Il RID, inoltre, nel campo delle discipline correlate alle dighe, sulla base di apposite convenzioni, svolge attività di formazione ed aggiornamento, consulenza e assistenza tecnica per opere non soggette alla propria approvazione, partecipazione ad organismi associativi nazionali ed internazionali aventi come scopo l’avanzamento delle conoscenze scientifiche e tecniche, promozione di studi e conferenze di esperti. Il RID, infine, emana direttive nelle materie di competenza, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa generale.

 

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Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2003