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REGISTRO ITALIANO DIGHE

Ufficio Periferico di Cagliari

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Diga El Cajón (o Francisco Morazán)

 

 

Paese

Honduras

Fiume

Humuya

Tipologia

Ad arco a doppia curvatura in calcestruzzo

Periodo di realizzazione

1980-1985

Altezza sulla fondazione

226 m

Volume di invaso

5.700 Mm³

Volume utile

4.200 Mm³

Volume della diga

1.480.000 m³

Quota massima di regolazione

295,00 m s.l.m.

Quota di normale ritenuta

285,00 m s.l.m.

Quota del coronamento

301,00 m s.l.m.

Sviluppo del coronamento

382 m

Capacità di scarico

Sfioratore libero (soglia a q. 251 m s.l.m.): 5.900 m³/s;

Free spillway (soglia a q. 295 m s.l.m.): circa 1.500 m³/s;

3 scarichi di fondo a q. 170 m s.l.m.: circa 2.400 m³/s;

Impianto idroelettrico: circa 100 m³/s.

Potenza nominale installata

300 MW (4 gruppi, ciascuno da 75 MW)

Note

La diga El Cajón (o Francisco Morazán) è la più alta dell’America Centrale. Ed una delle più alte del mondo. E’ dedicata all’eroe honduregno Generale Francisco Morazán (1792-1842), che fu Presidente delle Province Unite dell’America Centrale dal 1830 al 1840.

Nella diga El Cajón fu previsto un velo di iniezioni di impermeabilizzazione insolitamente esteso, a forma di vasca. Nella roccia di fondazione calcarea, compatta e moderatamente carsica, furono iniettate 100.000 tonnellate di un’unica miscela cementizia densa e stabile, con pressioni fino a 50 atmosfere. La superficie complessiva dello schermo è di circa 530.000 m².

Nel progetto della diga El Cajón si ritenne che difficilmente il carsismo avrebbe potuto seriamente alterare il comportamento complessivo dello sbarramento. E invece, non appena il serbatoio fu riempito, nel 1986, si manifestarono dei problemi. La forte pressione dell’acqua dell’invaso determinò la formazione di lesioni nello schermo di impermeabilizzazione. L’acqua cominciò a filtrare erodendo la roccia calcarea di fondazione. Nel 1993 il flusso raggiunse i 1.600 litri al secondo.

Dalla base della diga vennero praticati nella fondazione centinaia di fori, per lunghezze che raggiunsero i 250 metri, ed iniettate grandi quantità di diverse miscele di cemento, sabbia e ghiaia. Ma la maggior parte del materiale veniva trascinato a valle dal flusso dell’acqua a causa della pressione prodotta dall’invaso. Così, fu deciso di iniettare oggetti più grossi (all’incirca da 5 a 7 cm), che si infilassero nelle fessure e nelle cavità impedendo alla miscela cementizia di essere rimossa prima di indurire.

Inizialmente, furono iniettate 8.650 palle di plastica e di legno, ma si vide che le palle, pur fermandosi all’interno, non riuscivano a far sì che la miscela fosse trattenuta tanto da poter occludere le cavità. Infine, si inserirono nei fori di iniezione 25.000 sacchetti per alimentari in polipropilene arrotolati, affinché questi, srotolandosi, creassero una rete dentro le cavità che impedisse alla miscela cementizia di attraversarla e fuoriuscire. Questa soluzione si dimostrò efficace. La venuta d’acqua fu ridotta da 1.600 a meno di 100 litri al secondo.

 

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Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2005